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sostenibilità.

Mise en place senza sprechi

Mise en place senza sprechi

di Cristina Viggè

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FUORI IL PROSSIMO
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Il servizio digitale SafeTable - Foto di Matteo Barro

Leggi l'articolo su finediniglovers.it

Troveremo soluzioni a impatto zero?

Il lockdown ha insegnato. Anche a sprecare di meno. Una buona pratica, da mantenere soprattutto ora, con la ripartenza di tutte le attività. Sempre più nel segno dell’ecosostenibilità. Il che significa razionalizzazione e ottimizzazione degli spazi, attenzione al food cost (senza tradire la qualità), riciclo, concentrazione sulla filiera, sulla materia prima e su energie rinnovabili. Renato, Riccardo e Federica Pancini, per esempio, nel loro Al Foghèr aretino, hanno adottato séparé totalmente green, utilizzando erbe aromatiche e peperoncini dell’orto. E le carte al ristorante? Si fanno sempre più digitali e raffinate. È il caso della creatura targata da un fotografo e videomaker milanese come Matteo Barro. Che, in tempo di fermo macchina (fotografica), ha studiato una soluzione innovativa e visionaria, ma anche pratica e intuitiva, insieme alla compagna Eva Offen, già sua collaboratrice in ambito amministrativo e finanziario. Risultato? SafeTable: un prodotto capace di coniugare l'eleganza con la tecnologia. Digitalizzando con stile la carta del locale. Il tutto a portata di smartphone, senza la necessità di un tablet, senza l’obbligo di scaricare un’app e senza perdere la propria personalità. “Certo, l’identità del ristorante resta un elemento imprescindibile. La personalizzazione grafica è fondamentale. Dai font agli sfondi, dalle immagini alle descrizioni dei piatti”, puntualizza Barro. Perché digitalizzazione non significa automatizzazione. La presenza del titolare, del sommelier e del maître rimane un must. Per un approccio umano ed empatico con il commensale.


Un espositore in plexiglas trasparente by SafeTable - Foto di Matteo Barro


Come funziona? Semplice. Il ristoratore invia il menu (in formato word, pdf o cartaceo). Poi, a format deciso, SafeTable crea il menu digitale, il QR code e le credenziali di accesso, spedendo le istruzioni con corredo di video-tutorial. Non solo. Fornisce gli espositori in plexiglas trasparente - facilmente lavabili, igienizzabili e talmente discreti da adattarsi a ogni tipo di interior - dove stampare il QR code e da posizionare sui tavoli. Inoltre, invia una vetrofania - con il QR code - da esporre in vetrina. Per permettere la consultazione della carta anche dall’esterno del locale. Nel segno dalla massima trasparenza. Il tutto senza più sprechi di carta e costi di stampa. In infinite soluzioni grafiche. In dodici lingue. E con la possibilità di modificare in totale autonomia (o delegando a SafeTable eventuali upgrade), le pietanze. Per aggiornare i piatti in base al mercato e alla stagionalità.


Il Tovagliolo Imbustato by Padana Spa

E la mise en place? Anch’essa non va trascurata. E nel nome di igiene, comfort e serenità, una realtà bergamasca quale Lavanderia Padana Spa - specializzata non solo nel lavaggio (ad alte temperature e con trattamenti antibatterici) ma pure nel noleggio tessile - ha pensato di “rispolverare” il tovagliolo di stoffa (100% cotone) imbustato. Apparso già vent’anni fa sulle tavole di molti ristoranti, grazie alla lungimiranza del patron Pino Pisacane. Rivelandosi una scelta vincente. “Quello che siamo a proporre quindi non è una novità, ma una soluzione collaudata e immediata per far fronte ai problemi di sanificazione”, spiega in un video Andrea Pisacane. Che, con la sorella Simona, lavora nell’azienda di famiglia. Un prodotto unico, con tasca portaposate, applicata all’esterno della busta. Garantendo così ordine, pulizia, efficienza e tempismo.


Partecipa al sondaggio.

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Il lockdown ha insegnato. Anche a sprecare di meno. Una buona pratica, da mantenere soprattutto ora, con la ripartenza di tutte le attività. Sempre più nel segno dell’ecosostenibilità. Il che significa razionalizzazione e ottimizzazione degli spazi, attenzione al food cost (senza tradire la qualità), riciclo, concentrazione sulla filiera, sulla materia prima e su energie rinnovabili. Renato, Riccardo e Federica Pancini, per esempio, nel loro Al Foghèr aretino, hanno adottato séparé totalmente green, utilizzando erbe aromatiche e peperoncini dell’orto. E le carte al ristorante? Si fanno sempre più digitali e raffinate. È il caso della creatura targata da un fotografo e videomaker milanese come Matteo Barro. Che, in tempo di fermo macchina (fotografica), ha studiato una soluzione innovativa e visionaria, ma anche pratica e intuitiva, insieme alla compagna Eva Offen, già sua collaboratrice in ambito amministrativo e finanziario. Risultato? SafeTable: un prodotto capace di coniugare l'eleganza con la tecnologia. Digitalizzando con stile la carta del locale. Il tutto a portata di smartphone, senza la necessità di un tablet, senza l’obbligo di scaricare un’app e senza perdere la propria personalità. “Certo, l’identità del ristorante resta un elemento imprescindibile. La personalizzazione grafica è fondamentale. Dai font agli sfondi, dalle immagini alle descrizioni dei piatti”, puntualizza Barro. Perché digitalizzazione non significa automatizzazione. La presenza del titolare, del sommelier e del maître rimane un must. Per un approccio umano ed empatico con il commensale.


Un espositore in plexiglas trasparente by SafeTable - Foto di Matteo Barro


Come funziona? Semplice. Il ristoratore invia il menu (in formato word, pdf o cartaceo). Poi, a format deciso, SafeTable crea il menu digitale, il QR code e le credenziali di accesso, spedendo le istruzioni con corredo di video-tutorial. Non solo. Fornisce gli espositori in plexiglas trasparente - facilmente lavabili, igienizzabili e talmente discreti da adattarsi a ogni tipo di interior - dove stampare il QR code e da posizionare sui tavoli. Inoltre, invia una vetrofania - con il QR code - da esporre in vetrina. Per permettere la consultazione della carta anche dall’esterno del locale. Nel segno dalla massima trasparenza. Il tutto senza più sprechi di carta e costi di stampa. In infinite soluzioni grafiche. In dodici lingue. E con la possibilità di modificare in totale autonomia (o delegando a SafeTable eventuali upgrade), le pietanze. Per aggiornare i piatti in base al mercato e alla stagionalità.


Il Tovagliolo Imbustato by Padana Spa

E la mise en place? Anch’essa non va trascurata. E nel nome di igiene, comfort e serenità, una realtà bergamasca quale Lavanderia Padana Spa - specializzata non solo nel lavaggio (ad alte temperature e con trattamenti antibatterici) ma pure nel noleggio tessile - ha pensato di “rispolverare” il tovagliolo di stoffa (100% cotone) imbustato. Apparso già vent’anni fa sulle tavole di molti ristoranti, grazie alla lungimiranza del patron Pino Pisacane. Rivelandosi una scelta vincente. “Quello che siamo a proporre quindi non è una novità, ma una soluzione collaudata e immediata per far fronte ai problemi di sanificazione”, spiega in un video Andrea Pisacane. Che, con la sorella Simona, lavora nell’azienda di famiglia. Un prodotto unico, con tasca portaposate, applicata all’esterno della busta. Garantendo così ordine, pulizia, efficienza e tempismo.


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