“A un certo punto ho deciso di eliminare la vendita al dettaglio, dedicandomi interamente al laboratorio. Per rifornire i grossisti, proponendo pani, focacce e basi delle pizze senza glutine”. Ma il contatto con il pubblico gli viene a mancare. Da qui l’idea, nel 2019, di alzare anche la saracinesca della dinamica Fauzzeria - Pizza e cibo di strada, nel cuore pulsante di Licata, davanti alla Chiesa Madre, in pieno corso Vittorio Emanuele. Un’insegna vivace, dalla street attitude. Pronta a dispensare arancine e pizze in teglia, sfincioni e muffuletti arrotolati, nonché sfiziosità da rosticceria. Della serie: passi, prendi e porti via. “Fauzzeria viene da fauzza, termine col quale nella tradizione licatese si fa riferimento a una pizza un po’ spessa, casalinga, preparata con quel che resta dell’impasto del pane, a base di semola rimacinata e farina di grano tenero. E poi condita in maniera semplice, con pomodoro, aglio e acciughe. Sì, perché da noi in Sicilia, a seconda della zona, il nome di questa pizza popolare varia. Diventando fuata nel Nisseno, cuddriruni nel Ciminnese, sfincione nel Palermitano”, spiega Gianluca, rendendo omaggio a una memoria che si fa attualità. Anzi, diventando una Fauzza Contemporanea, dalla foggia ovale e dal topping che recita vellutata di ciliegino giallo, primosale, crema di aglio nero, datterino arancione e colatura di alici. Proposta nella nuova Fauzzeria - Pizzeria Evolutiva, aperta da qualche mese in via Riesi, proprio all’ingresso della città. “Qui riesco a esprimermi meglio. Inoltre ho a disposizione 120 coperti. È uno spazio in stile industrial, nutrito da cemento, ferro e legno. Un luogo materico, minimal, grezzo e ruvido. Perché a me gli ambienti lucidi e chic non piacciono”.