Ed è sempre pensando al territorio che Fortunato Amatruda, volitivo patron di Anima Romita, ha studiato e creato una delizia inedita, dall’anima fortemente autoctona. L’idea? Prendere spunto da un piatto tipico che più tipico non si può, per sublimarlo in lievitato. Così l’artigiano - radici affondate a Tramonti, ma un presente nella bella Crema - ha deciso di omaggiare il tortello cremasco, tutelato da una confraternita, sorta nel 2015. Nasce così il Panetù - Il Gran Lievitato Cremasco, cui concorrono gli amaretti morbidi griffati Gallina, l’uvetta sultanina, il cedro candito, il Marsala, la noce moscata e il mostaccino. Il risultato è un dolce brunito, soffice e speziato, avvolgente e confortante, che profuma di cannella, chiodi di garofano, anice stellato, pepe nero e cacao. “Il consiglio è quello di metterlo qualche minuto in forno, per scaldarlo prima di assaporarlo”, suggerisce Fortunato. Che non ha certo dimenticato di realizzare una confezione ad hoc: giocata sui toni eleganti ed essenziali del bianco e del nero, riproducendo i monumenti iconici di una città divenuta set cinematografico: nella pellicola di Luca Guadagnino Chiamami con il tuo nome. Una scatola-paesaggio, in cui campeggia il rosone gotico della cattedrale di Santa Maria Assunta. E l’amata Costiera Amalfitana? Amatruda non la tradisce, mettendo a segno il panettone all’albicocca del Vesuvio. Racchiuso in una scatola in latta, fiera di evocare, fra colori esuberanti e sgargianti, le ceramiche di Vietri sul Mare. E come digestivi? Quelli firmati da Fortunato: l’Amaro (un elisir dalle note di cannella e liquirizia) e l’Anima d’Amalfi. Che attenzione, non è un limoncello, ma un drink al limone sfusato amalfitano, mandorle e zenzero. Con tanto di marchio registrato.