Tecnologia ed empatia

    L’(app)etito vien cliccando

    Il virtuale che incontra il reale. Il digitale che supporta l’analogico. Quando il racconto del cibo e del vino passa per lo smartphone. E arriva dritto al cuore

    “La filiera dell’enoturismo è un mondo fatto di mille possibilità. I dati ci dicono, però, che dobbiamo cogliere l’opportunità di colmare il gap tra l’interesse dell’enoturista e l’effettiva fruizione. Secondo i dati dell’European Travel Commission, la food & travel experience è centrale nelle esperienze di viaggio di tutte le fasce di età, anche tra le nuove generazioni. La grande attenzione verso le esperienze di carattere gourmet, diffusa a livello internazionale, è un’importante sfida per il nostro Paese. Il turista enogastronomico è più attento alla sostenibilità rispetto al turista generico e in quest’ottica le aziende che vogliono aderire a questo modello devono percorrere tutte le strade (etica, ambientale e sociale) e saperle comunicare. Dobbiamo coglierla e sviluppare proposte strutturate e attrattive, ma anche azioni di sistema per favorire lo sviluppo enoturistico. Digitalizzazione, azioni per gestire i flussi, promozione internazionale e attenzione alla sostenibilità sono tutti temi da affrontare per ottimizzare il grande poker d’assi che abbiamo in mano”, spiega Roberta Garibaldi (presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico) al convegno Enoturismo tra identità locali, digitalizzazione e sostenibilità, organizzato a Verona dal Consorzio Tutela Lugana Doc. Accendendo i riflettori sulla forza del virtuale. Necessariamente collegato e linkato al reale. Come? Anche semplicemente con una app. 

    La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti conta ben 1.600 soci, custodendo, valorizzando e tutelando i tanti territori del Bel Paese

     

    Le cantine intorno a te

    E proprio una app ha lanciato - anzi ha rilanciato, con tanto di upgrade e di video-spot d’autore - la FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. “Siamo i primi a farlo nella Confédération Européenne des Vignerons Indépendants (la CEVI, ndr)”, dichiara con fierezza Rita Babini, alla guida della maison romagnola Ancarani (a Oriolo dei Fichi, frazione di Faenza), nonché segretario nazionale dell’associazione. Un’app facile da scaricare - gratuitamente dagli store di Apple e Android, in italiano e in inglese - e da utilizzare. Entrando a contatto “diretto” con i 1.600 soci, che coltivano le proprie vigne, vinificano le proprie uve e imbottigliano e vendono il proprio vino, inanellando tutti i passaggi della filiera: “dai pendii della Valle d’Aosta a Pantelleria”, come ama ricordare Rita. Che prosegue: “La app FIVI ha una funzione identitaria e di racconto. Lei fa vedere chi siamo e dove siamo, quali vitigni coltiviamo e perché li coltiviamo. Il tutto grazie alle foto, a una breve descrizione e al collegamento al sito di ciascuna azienda. Esprime quel che siamo noi, perché non c’è una persona che parla per noi. Quando gli ospiti vengono in cantina a trovarci noi li portiamo dentro casa. Perché spesso la sala degustazione è il salotto di casa nostra”. Insomma, uno strumento trasparente di narrazione, che non dimentica di far leva sulla geolocalizzazione. Se infatti la ricerca può avvenire in ordine alfabetico, per regione o parola chiave, una mappa consente di avviare il navigatore, raggiungendo così la destinazione. Ricordando di passare per la prenotazione (chiamando o scrivendo una email). Tra le funzioni dell’app? Anche quella di creare una lista delle preferenze, programmando visite, degustazioni o acquisti. E a questo proposito, dalle schede aziendali - attraverso tasti rapidi - è possibile accedere agli e-commerce delle singole aziende. Ma non finisce qui. Prossimamente, nella sezione eventi, si potrà visionare il catalogo del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, in calendario a BolognaFiere dal 25 al 27 novembre. Un momento di incontro, dialogo e confronto, che annuncia oltre mille adesioni. “Quella di trasferirci da Piacenza a Bologna è stata una scelta pensata, ripensata e soppesata. Avevamo necessità di uno spazio più grande per tornare a offrire un evento pienamente godibile. Godremo infatti della luce naturale, di una zona esclusivamente dedicata al food, di un parcheggio con cinquemila posti auto. E non mancherà un servizio di spedizioni”, annuncia Rita, insieme a Monica Raspi (della Fattoria Pomona, a Castellina in Chianti) e a Luca Ferraro (della trevigiana Bele Casel), durante la presentazione ufficiale a Un Posto a Milano, in Cascina Cuccagna, Punto d’affezione FIVI.

    Bollicine del Mondo è un'app spumeggiante, in costante evoluzione

     

    Un mondo di bollicine in un touch

    Ma voilà un'altra app, unica nel suo genere. Se non altro per il suo essere decisamente e volutamente sparkling addictet. Sì, la app Bollicine del Mondo targata Identità Golose mette alla portata di tutti - wine lover, professionisti e appassionati viaggiatori - la migliore produzione spumantistica internazionale. Fra etichette celebratissime e referenze meno note. Una guida sui generis, un progetto digitale innovativo, insignito anche del premio People Choice 2023 ai Wine Travel Awards. “Nel panorama delle pubblicazioni mancava un taglio così netto, le guide al vino recensiscono ogni espressione senza tralasciare qualche segmento. Decidere di occuparsi solo di spumanti, prodotti letteralmente ai quattro angoli del Pianeta, è una scelta molto contemporanea. In un’epoca dominata da menu degustazione sempre più articolati e complessi, un metodo classico si sposa bene dall’inizio alla fine di un pasto”, dichiara Paolo Marchi, ideatore dell’app insieme a Cinzia Benzi, scrittrice e Donna del Vino. “Continuiamo a narrare il mondo delle bollicine grazie alle terre straordinarie che conosciamo e possiamo vantare con l’obiettivo di riscoprire denominazioni o luoghi e portare alla luce territori, produttori e bollicine spesso dimenticati o poco valorizzati. Finalmente la versione inglese ci permetterà di allargare i nostri confini e fare sistema con tutti coloro che useranno questa guida per viaggiare”, aggiunge Cinzia. Risultato: 625 etichette recensite, grazie al lavoro corale di 16 collaboratori. Per un itinerario spumeggiante attraverso 29 Paesi, Italia in primis. Alla quale seguono Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania, Austria, Albania, Romania, Grecia, Portogallo, Slovenia, Svizzera, Israele, Turchia, Georgia, Kazakistan, Bulgaria, Ungheria, Argentina, Cile, Brasile, Canada, Stati Uniti, Sud Africa, India, Australia, Nuova Zelanda, Armenia, Danimarca, Giappone e Uruguay. Il tutto con un linguaggio capace di abbandonare i tecnicismi a favore della semplicità. E il tutto con corredo di approfondimenti dedicati alle terre-madri del perlage e di una sessione vocata all’arte dell’ospitalità, a cura di Elisabetta Canoro. Del resto, quest’anno l’edizione della app è Sparkled by Belmond, il gruppo alberghiero parte di LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton che vanta 50 strutture di pregio in 24 Paesi.

    L'app Cucinamare rende omaggio alla ristorazione balneare. In basso, due scatti dei Bagni 77 di Senigallia, costruiti tenendo fede a un protocollo di ecosostenibilità ed ecocompatibilità. Basti pensare che l'energia giunge da fonti rinnovabili ed è bandito l'uso della plastica monouso

     

    Mangiare on the beach con un click

    E indubbiamente unconventional è anche l’app Cucinamare (come le due succitate scaricabile gratuitamente da iOS e Android), ideata da Antonio Boco e Fabio Starnini, con la grafica curata da Luca Farinella. Segni particolari? Il voler scandagliare la ristorazione balneare. Facendo emergere tutti quei lidi e quelle spiagge - perfettamente attrezzate oppure libere e belle - dove non solo prendere il sole, ma pure assaporare qualcosa di buono. A colazione o a merenda, a pranzo o cena, o semplicemente per un aperitivo. Rigorosamente con i piedi nella sabbia e con gli occhi surfanti sulle onde. Dettagliate le schede - firmate da un gruppo di esperti e critici gastronomici - pronte a raccontare le insegne, facendo focus su stile, piatti, materie prime, bevande e carta dei vini. E non certo dimenticando di indicare indirizzo, recapito, fascia di prezzo, eventuali proposte gluten free e la pet friendly attitude. Per sapere tutto e arrivare preparati on the beach, seguendo una serie di simboli che comunicano in maniera easy la tipologia di attività e servizi. A completare la guida? Alcune sezioni speciali. Come una selezione di trabocchi, le suggestive strutture per la pesca che punteggiano la costa adriatica, dall’Abruzzo alla Puglia; e una collection dei migliori ristoranti italiani di mare sul mare (e con una virtuosa sensibilità marina): da Uliassi a Senigallia alla Pineta di Marina di Bibbona, sino alla Torre del Saracino, a Seiano, frazione di Vico Equense. Per un tuffo all’interno di una suggestiva torre millenaria vista mare. Nata quando ancora non esistevano i cellulari. 

    T: Cristina Viggè

    01-08-2023

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