Il suo sogno nel cassetto? Aprire una birreria proprio là, dove il sogno prese vita: in quella via Löwengrube di Monaco di Baviera dove nacque la prima birra Löwenbräu e dove lui, Pietro Nicastro, trasse ispirazione per una spumeggiante avventura imprenditoriale. Insieme a quella che era la sua compagna (e che è ancora socia) Monica Fantoni. Sì, galeotto fu un viaggio in Baviera. E il colpo di fulmine fu tutto per la beer experience tipica dei locali bavaresi, complici ambienti gioiosi, costumi tradizionali, musica folk, valori conviviali. Fatto sta che Pietro - classe 1975 e originario di Gela - decise coraggiosamente di importare il format in Italia. Anzi, in una Toscana tutto vino e chianina: precisamente a Limite sull’Arno, tra le colline del Montalbano, lungo il corso dell’Arno e a pochi chilometri da Firenze. Il primo Löwengrube aprì così i battenti, anno Domini 2005. “Ora contiamo 31 locali, suddivisi in stube, veri e propri ristoranti-birrerie; klein, adatti a centri commerciali, gallerie, stazioni e aeroporti; e wagen, carrozze dedicate allo street food bavarese. Perché la nostra mission è essere il più possibile trasversali, rispondendo ai diversi segmenti di mercato. E stiamo per aprire a Bologna e a Rimini”, continua Nicastro, seduto su uno sgabello, all’ingresso della new Löwengrube di viale Lazio 4, a Milano (in zona Porta Romana). “Questo, come quello di Limite sull’Arno, però non è in franchising. È a nostra diretta conduzione”, precisa il patron. Guidando alla scoperta di un’autentica bierstube bavarese, nutrita dal legno e suddivisa in un’area più adatta ai gruppi, uno spazio ideale per le coppie e in una sala family oriented, con tanto di kinder zone in stile Montessori. Segni particolari? I ragazzi della brigata indossano i classici lederhosen, mentre le ragazze il dirndl. “Gli abiti ce li fa un sarto fiorentino. E sempre un artista toscano ha creato l’opera appesa all'entrata. Che raffigura il passaggio di mano dal monaco al leone. Fuor di metafora, dal Kapuziner Platz che vi era in precedenza al nostro Löwengrube”, fa notare Pietro. Orgoglioso di un locale dove è sempre festa. Anzi, Oktoberfest. Grazie a brezel, wüstel, stinco e speck (made in Alto Adige). E ancora spätzle, salsicce, patate e crauti rossi. Non solo. Per l’estate c’è pure il Sommer Pulled Pork, in gustose varianti, nonché i freschi Löwen Beer Cocktail. Intanto la birra, o meglio le birre, restano invariate: Löwenbräu, Spaten e Franziskaner. Servite nel tulipano (per la weiss) e nel boccale masskrug (per il litro). Spillate alla tedesca, a ritmo di tre colpi, in sette minuti. Un metodo che permette di eliminare l’anidride carbonica in eccesso, mantenendo il cappello di schiuma, utile a conservare aroma, leggerezza e fragranza. Per sentirsi davvero a 492 chilometri di distanza.